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Fine dell’anonimato per le criptovalute dal 1° gennaio 2026

Fine dell’anonimato per i possessori di Criptovalute. Cosa cambia per i contribuenti con i nuovi controlli fiscali.

Fine dell’anonimato per le criptovalute dal 1° gennaio 2026.

Negli ultimi anni l’Amministrazione finanziaria italiana ha intensificato in modo significativo i controlli su conti correnti esteri, investimenti finanziari e criptovalute.

La crescente cooperazione internazionale tra le autorità fiscali e l’adozione di sistemi di scambio automatico di informazioni hanno reso sempre più semplice per il Fisco ricostruire la reale situazione patrimoniale dei contribuenti.

Strumenti come il Common Reporting Standard (CRS) hanno di fatto superato il tradizionale segreto bancario, consentendo all’Agenzia delle Entrate di individuare attività finanziarie detenute all’estero con maggiore efficacia.

In questo contesto, anche un’errata o incompleta compilazione del quadro RW, oppure la presenza di movimenti non giustificati su conti esteri, può dare origine a contestazioni fiscali rilevanti.

Accertamenti fiscali e sanzioni: i rischi per il contribuente

Le conseguenze di un accertamento possono essere particolarmente gravose.

Le sanzioni per l’omessa dichiarazione di attività estere vanno dal 3% al 15% del valore del patrimonio non dichiarato, percentuale che può arrivare fino al 30% in caso di attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata.
A ciò si aggiunge il rischio di tassazione di somme che non costituiscono reddito imponibile (come capitali già tassati) e l’estensione dei termini di accertamento fino a quattordici anni.

DAC 8 e CARF: nuove regole per le criptovalute

Un passaggio fondamentale riguarda il settore delle criptovalute.
In seguito al Decreto Legislativo n. 194 del 10 dicembre 2025, a partire dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore la direttiva europea DAC 8 e il framework internazionale CARF (Crypto-Asset Reporting Framework), che introducono lo scambio automatico di informazioni fiscali sulle cripto-attività a livello globale.

In base a queste norme, l’Agenzia delle Entrate riceverà informazioni dettagliate relative a:

-dati anagrafici dei possessori di criptovalute;

– singole transazioni in criptovalute;

– saldi detenuti su exchange e wallet;

– plusvalenze e minusvalenze realizzate;

– dati scambiati automaticamente con i Paesi UE e OCSE.

Gli obblighi di comunicazione riguarderanno anche piattaforme extra-UE che operano con clienti europei.

CASP: nuovi obblighi per exchange e operatori crypto

La DAC 8 introduce specifici obblighi per i CASP (Crypto-Asset Service Providers), ossia gli operatori che offrono servizi legati alle criptovalute, come exchange, piattaforme di trading e fornitori di wallet digitali.

I CASP saranno tenuti a:

– identificare formalmente i clienti (Know Your Customer – KYC)

– raccogliere dati su operazioni e saldi in criptovalute

– trasmettere annualmente tali informazioni alle autorità fiscali competenti

I dati relativi al 2026 saranno comunicati nel 2027 e successivamente condivisi tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri secondo standard uniformi.

Fine dell’anonimato fiscale e centralità della corretta dichiarazione

L’effetto pratico di questo nuovo quadro normativo è la progressiva eliminazione dell’anonimato fiscale nel settore delle criptovalute.

La trasparenza richiesta oggi al mondo crypto si allinea a quella già prevista per la finanza tradizionale, rendendo essenziale una corretta gestione fiscale degli investimenti.

Alla luce di questi cambiamenti, una valutazione preventiva della propria posizione fiscale – in particolare per chi detiene criptovalute o attività finanziarie all’estero – è fondamentale per prevenire contestazioni, sanzioni e contenziosi.

Lo Studio Pancosta è a disposizione dei clienti per fornire assistenza e consulenza su tutte le problematiche fiscali connesse a conti esteri, investimenti finanziari e criptovalute, dalla corretta dichiarazione alla gestione di eventuali accertamenti o procedure di regolarizzazione.

In particolare, si invitano tutti i clienti dello Studio che abbiano dimenticato di dichiarare conti esteri o la detenzione di criptovalute a contattare lo Studio per valutare la regolarizzazione della propria posizione.